venerdì 8 marzo 2013

Mimosa - Acacia Dealbata Acaciae



Oggi è l'8 marzo. La giornata internazionale della donna. 
Una giornata che per tanto tempo ho rinnegato sul mio calendario reputando che si trattasse di una mera festicciola consumistica come tante altre... Io che mi sono sempre proclamata difensore dei diritti delle donne, ho sempre pensato che questa giornata ci svilisse, in qualche modo ci rendesse "inferiori" agli occhi del genere maschile, il quale non necessita di feste per indicare la sua supremazia. Ma quando ho cominciato ad andare a fondo sulle ragioni per cui questa festa è stata creata, ho scoperto che era tutto tranne una festa consumistica, ma anzi, si trattava di una ricorrenza fortemente voluta dalle donne, nel dopoguerra, una ricorrenza che celebrava la dichiarazione dei diritti femminili, costata sangue, vittime e millenni di discriminazioni. 
Come per gli omosessuali oggi, la lotta femminile per ottenere la Carta dei diritti è stato un tema osteggiato in tutti i modi, anche con la repressione militare, e fino al 1975 sventolare una mimosa il giorno dell'8 marzo era visto come un segno sovversivo da reprimere.
Così ho cambiato idea su questa festa, sventolerò con forza la mia mimosa in piazza per ricordare la necessità di una continua vigilanza sull'applicazione dei nostri diritti, perchè tante sono ancora le occasioni OGGI in cui una donna viene sminuita, con la violenza o semplicemente con l'indifferenza. 
Buona festa della donna, per non dimenticare quanto ci è costata ogni nostra conquista.


SIGNIFICATO E STORIA
Mi sembra giusto parlare oggi di quella pianta che, in Italia, è diventata simbolo della festa della donna. La scelta di utilizzare la mimosa come simbolo della lotta femminile è avvenuta nel 1946, grazie all'opera di grandi femministe, semplicemente perchè era il fiore che fioriva proprio in questo periodo dell'anno ed era facilmente divisibile in rametti che si potevano sventolare e appuntare sulle giacche.
Ma prima di questo la mimosa è stata, per gli Indiani d'america, simbolo di forza e femminilità, a maggiore riprova della scelta di questo simbolo.

La mimosa è un'acacia, ha origine nella zona del sud-est australiano e della Tasmania (in queste zone può raggiungere anche l’altezza di 20-25 metri). In Europa fu importata verso il 1900. 
Il nome dealbata deriva dal fatto che i rami novelli della mimosa hanno delle macchie bianche.
Come curiosità esiste un tipo di mimosa, detta Pudica che richiude le sue foglie appena vengano toccate.

ACQUISTO E IMPIANTO
La mimosa è una pianta da esterno ma può essere coltivata anche in casa, lontano da fonti di calore, non ama però le basse temperature. Nella parte settentrionale dell’Italia è molto difficile la coltivazione in giardino o sul terrazzo. La mimosa si sviluppa in modo eretto, ha taglia media e, in Europa, può arrivare ad un’altezza di 10 metri. E’ una pianta sempreverde e conserva le sue foglie per tutto il corso dell’anno;
Il terreno adatto per la mimosa è acido, profondo e ben drenato.
Per quanto riguarda la coltivazione della mimosa, essa preferisce climi caldi e comunque la temperatura non dovrebbe essere inferiore ai 15°C; le piante giovani temono il vento forte, nella fase di crescita sarebbe meglio applicare loro dei sostegni per evitare che si rovinino. Nelle zone fredde sarebbe meglio proteggere la pianta nei mesi che vanno da novembre a marzo.
Il luogo migliore per coltivare la mimosa è in giardino, in posizione soleggiata. E' meglio procedere all'impianto nel terreno dal mese di ottobre a marzo, prima della fioritura.
CURA E MANTENIMENTO
La concimazione della mimosa va effettuata all’inizio della stagione primaverile oppure in quella autunnale. Per compiere questa operazione va mescolato dell’humus o dello stallatico maturo al terreno al momento dell’impianto oppure circa ogni 3 anni.


Per quanto riguarda le mimose coltivate nel vaso, hanno bisogno di un concime liquido che dovrà essere somministrato ogni 15 giorni dal mese di maggio al mese di settembre.
Come molte altre piante, anche la mimosa teme i ristagni d’acqua, state quindi attenti a non eccedere con l’apporto di acqua, mantenete sì il terreno umido ma, per evitare questo inconveniente, procedete ad una nuova innaffiatura quando il esso sarà completamente asciutto, questa operazione, in genere, si effettua ogni 4-5 settimane; le innaffiature dovranno essere più abbondanti in estate e diminuire con l’arrivo della stagione fredda. E’ consigliabile fornire acqua soprattutto a piante giovani e non ancora molto sviluppate, a quelle ormai adulte e ben cresciute basta l’acqua piovana.

L’azione di potatura deve essere effettuata dopo il periodo di fioritura della pianta.
La mimosa si deve potare per due motivi oltre a quello di permettere ai nuovi fiori di svilupparsi: darle una forma armoniosa e mantenere questa forma. La forma che si dà, nella maggior parte dei casi, alla mimosa posta nei giardini, è del tipo larga e gonfia ai lati e appuntita in alto.


1 commento:

  1. si possono fare piccole rivoluzioni anche sventolando una mimosa

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